Autonomia e responsabilita' sociale dell'universita'

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Codice Prodotto
000092020
 
Anno di edizione
2013
Pagine
VIII - 232
ISBN
9788814181467
Area di interesse
Professione
Materia
Amministrativo
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Il mondo dell'università italiana attraversa una fase continue riforme legislative. La causa ultima risiede nella richiesta da parte della società che l'università, finanziata (ma sempre meno, in verità negli ultimi anni) dallo Stato, 'renda conto' dell'efficacia delle sue attività in relazione alle sue finalità e ricadute d'interesse pubblico. Nondimeno, le riforme sono accompagnate da comunicazioni volte a screditarla. Per valutare l'attuazione delle riforme è indispensabile fare attenzione ai temi della governance e dell'accountability dell'università, e porli in relazione ai due principi di autonomia e di responsabilità sociale. Vi sono differenti impostazioni a tale proposito. Da un lato, vi è l'interpretazione dei cambiamenti secondo schemi di governance che tengono in considerazione la natura di bene pubblico dei prodotti, i costi e i benefici della cooperazione tra diversi stakeholder in un contesto di investimenti specifici e complementarietà essenziali tra il capitale umano impiegato in didattica e ricerca, l'incompletezza dei contratti con i relativi rischi di opportunismo, e soprattutto la necessità di bilanciare molteplici interessi. Il che rende l'università un'organizzazione che richiede una governance multi-stakeholder e democratica, nel senso che la governance serve a raggiungere equi bilanciamenti tra interessi e impedisce l'abuso di un potere sull'altro. In questo contesto l'accountability degli atenei serve a 'rendere conto' ai vari stakeholder, depositari a gradi differenti di diritti di partecipazione e informazione sulle decisioni. Dall'altro lato, secondo i dettami ormai un po¿ datati del New Public Management, vi è l'intenzione di implementare sistemi di gestione, pensati per le imprese private attraverso gli occhiali del modello principale-agente, di fatto limitando l'autogoverno delle università attraverso l'introduzione di un spazio di potere affidato a soggetti esterni (rappresentanti dei principali) , e riducendo le faculty ad agenti di tali controllori esterni. Secondo questa impostazione, il controllo dell'università dovrebbe essere prevalentemente esterno e la rendicontazione dovrebbe essere quindi rivolta ai controllanti esterni, ovvero i 'principali' dell'università. Con analisi empiriche e teoriche, questo volume nella prima parte studia le trasformazioni in corso, cercando di stabilire quale dei due modelli suddetti sia più fondato. L'idea di università autonoma e socialmente responsabile verso gli stakeholder è alla base (nella seconda parte) dell'analisi dei principi e delle esperienze di rendicontazione sociale (bilancio sociale) delle Università.

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