I malati terminali e i loro diritti.

Con la collaborazione di Roberta Bailo, Francesco Bilotta, Paolo Cecchi.

Disponibile
Codice Prodotto
000097934
 
Anno di edizione
2003
Pagine
XVI - 438
ISBN
9788814104046
Materia
Persone: famiglia e minori , Comparato e degli stati esteri, Filosofia e teoria generale del diritto
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Il problema della morte si è posto agli esseri umani in ogni tempo. La difficoltà di accettare la fine della vita, la complessità degli approcci all'idea stessa di un patimento cronicizzato, senza speranze, da sempre rappresentano motivo di riflessione e di confronto. Più di recente l'attenzione è venuta aumentando. È un interesse che nasce da svariati elementi: una maggiore sensibilità verso le prerogative, anche giuridiche, dei soggetti deboli, il prolungarsi più o meno significativo delle fasi del morire. Il testo rappresenta un case-book sui diritti civili, penali e sugli aspetti sociali, psicologici di malati terminali. Come fondare uno statuto dei diritti del morente? I tratti essenziali dell'impresa dovrebbero consistere:
  • nel censimento delle prerogative che spettano ai terminali dal punto di vista giuridico, e non solo di quanto possa interessare l'universo medico, etico, filosofico, religioso;
  • nella rinuncia a qualsiasi metro di misura che non s'identifichi nel maggior bene da assicurare (nel minor male da garantire, sotto il profilo prescrittivo) in ordine ai malesseri e alla quotidianità dell'interessato;
  • nell'assunzione di un filo ricompositivo atteggiantesi, in definitiva, come opposto rispetto a quelli del passato. Non tanto cioè il tema del "conto alla rovescia", l'attesa di un evento letale al quale gli ultimi mesi già, in sostanza, apparterrebbero. Piuttosto, il piano della "vita che continua": la fedeltà ad un'esistenza destinata a restare tale, anche per il diritto, fino all'ultimo momento. Il riguardo per ogni favilla affettiva e operativa che possa ancora sprigionarsi, in chi sta male; l'assunzione di regole in grado di assicurare alla persona margini più o meno significativi di creatività e di normalità.

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