Alberico Gentili: La soluzione pacifica delle controversie internazionali.

Atti del Convegno. Nona Giornata Gentiliana. San Ginesio, 29-30 Settembre 2000.

Disponibile
Codice Prodotto
000223457
 
Anno di edizione
2003
Pagine
268
ISBN
9788814103339
Professione
Materia
Internazionale pubblico e privato
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I. Brownlie, La soluzione pacifica delle controversie internazionali Il saggio offre un quadro sintetico in tema di soluzione pacifica delle controversie tra gli stati. Dopo una introduzione storica, con enfasi sull'uso dell'arbitrato, l'analisi investe i vari elementi del processo di soluzione pacifica. In primo luogo, è necessario identificare le dispute di carattere giuridico distinguendole da altri tipi di disputa. In secondo luogo, il processo riguarda la composizione delle dispute in conformità con il diritto internazionale, nonché il ricorso ad un procedimento legale strutturato. Un terzo elemento consiste nella identificazione del concetto soluzione pacifica di una controversia. Una volta compiute queste operazioni analitiche, il saggio descrive le varie procedure per la soluzione pacifica delle dispute tra stati, includendovi il negoziato, la mediazione, la conciliazione e l'uso degli organi politici delle Nazioni Unite. Quindi viene esaminato il ruolo di metodi più formali di composizione, quali l'arbitrato e la soluzione giudiziaria. Infine, viene descritta la funzione e valutata l'efficacia della Corte Internazionale di Giustizia. B. McPhail, "Le ricche libertà d'Inghilterra": Miti inglesi sulle origine, la "common law" e l'Unione del 1603 Il saggio mira a tracciare il più largo quadro storico di comprensione in rapporto al tema della seconda disputazione regale di Alberico Gentili, De Unione Regnorum Britanniae (1605). Quando Giacomo VI di Scozia divenne anche re d'Inghilterra, due "miti" storici si rivelarono ostacoli ideologici formidabili al progetto di integrare i due regni in una più stretta unione. Il primo era il mito dell'antica grandezza della Bretagna, che offriva una giustificazione storica di una tale unione, ma che era basata sulla premessa della superiorità inglese. Il secondo mito faceva riferimento alle originarie libertà sassoni d'Inghilterra e al loro collegamento con la common law che di quelle libertà era il baluardo costituzionale. L'opposizione inglese alla politica di unione di Giacomo I era fortemente basata su principi di "common law", i quali di fatto frustrarono tale politica nonché gli argomenti di autori che, come Alberico Gentili, tentarono di legittimare quella politica in funzione di un modello di stato centralizzato sotto il governo di un monarca assoluto. A. Wijffels, Alberico Gentili e l'unione anglo-scozzese: alla ricerca di una nuova matrice per il discorso politico La seconda disputazione sui poteri del monarca sovrano prendeva formalmente spunto dal dibattito che, circa negli anni 1603-1605, investì il tema della natura e del destino dell'unione personale di Inghilterra e Scozia sotto Giacomo Stuart. Il pamphlet può tuttavia essere visto come un tentativo di Gentili di sviluppare una forma nuova e distinta di discorso politico, anche se molte delle "auctoritates" che egli cita mostrano in qualche misura una ispirazione tradizionale, propria della sua formazione giuridica tardo medioevale. Fedele all'incipiente teoria politica formulata nella sua prima disputazione, Gentili pensava che il fondamento e la giustificazione doveva essere trovata nel potere stesso del sovrano, cioè, secondo lui, del re. Quella teoria, tuttavia, era troppo rigida per essere applicabile alla realtà politica inglese nel tempo di Gentili. A. Wijffels, Un "consilium" di Alberico Gentili (Oxford) in una controversia legale tra il St. John's College (Cambridge) e il Trinità College (Cambridge) Si tratta di una breve opinione legale di Gentili, della fine del 1599 o dell'inizio 1600, relativa ad una controversia tra due College di Cambridge sul possesso di un terreno di confine tra gli stessi. Il "consilium" di Gentili è interessante in quanto riflette tecniche civilistiche di argomentazione caratteristiche del tardo medioevo, cui si aggiunge una patina di umanesimo giuridico.

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