Codice del contenzioso tributario.

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Codice Prodotto
000231499
 
A cura di
Anno di edizione
2012
Pagine
XXVIII - 1316
ISBN
9788814160981
Disponibilità
volume fuori catalogo
Area di interesse
Professione
Materia
Fisco e tributi
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Sono ormai passati nove anni da quando il primo Codice del contenzioso tributario vide la luce, e questa terza edizione giunge in un periodo estremamente delicato, dal punto di vista normativo e sociale. La componente "fiscale" dello stato di crisi è spesso molto rilevante (o comunque molto enfatizzata dagli organi di informazione): in tale ambito generale, la giustizia tributaria acquista un ruolo fondamentale, che è sostanzialmente e formalmente giuridico, ma che finisce col diventare sociale e politico. Da organo deputato a dirimere, sul piano tecnico, le controversie fra Amministrazione finanziaria e contribuenti, infatti, il giudice fiscale finisce con l'essere un vero e proprio mediatore degli interessi pubblici e di quelli dei cittadini e delle imprese, che vedono nell'Agenzia delle entrate, sempre meno, un organo dello Stato che ha il compito di sovraintendere alla giusta e corretta applicazione delle diposizioni sulla tassazione e, sempre più, se non esclusivamente, un nemico giurato da combattere. La funzione della magistratura tributaria - Commissioni di merito e Sezione Quinta della Corte di cassazione - finisce dunque con l'uscire dai propri ambiti fisiologici e istituzionali, per acquisire compiti di riequilibrio, sociale ed emotivo, di un rapporto - quello fra fisco e contribuenti - contraddistinto, da un lato, da un sistema fiscale complicato e irto di trappole, dall'altro, da una coscienza collettiva ormai improntata alla guerra aperta contro le istituzioni tributarie (e non solo). Negli ultimi tempi sono intervenuti numerosi provvedimenti normativi di carattere processuale, sia esterni, sia interni al corpus normativo del decreto n. 546/1992: si pensi alle norme sulla mediazione, da molti studiosi criticate - giustamente - in quanto riproduttive di preesistenti istituti e sovrapposte ai medesimi, e che comportano, inoltre, l'anticipazione delle difese del contribuente in una fase pre-processuale, con un indubbio "vantaggio", in sede di giudizio, per l'Agenzia delle entrate; si pensi alle diposizioni sulla PEC, introdotta in un processo civile tutto sommato pronto ad accoglierle, ma anche in un giudizio tributario ancora estraneo e resistente alle innovazioni telematiche. Si pensi, ancora, all'aumento dei diritti di cancelleria e all'introduzione del contributo unificato, disposizioni che aumentano esponenzialmente il rischio che quella tributaria diventi sempre più una giustizia per ricchi, con un evidente rischio di violazione delle norme costituzionali che tutelano i diritti di difesa e di tutela giurisdizionale. E, infine, si pensi alle disposizioni sulla immediata esecutività degli avvisi di accertamento, che, da un lato, di fatto contrae i termini per la presentazione dei ricorsi e, dall'altro, "costringe" le Commissioni tributarie a fissare le udienze in tempi rapidissimi, ciò che comporterà più che probabili disguidi organizzativi per un sistema già provato dalla gran massa dei contenziosi pendenti. Ma anche la giurisprudenza, negli ultimi anni, ha dato il proprio forte contributo alla composizione del sistema processuale tributario: ricordiamo, tra le tante, la sentenza della Corte costituzionale sulla sospendibilità delle sentenze tributarie di merito. Principio, invero, ripetutamente affermato dalla dottrina prevalente e da una parte cospicua della giurisprudenza di merito, ma che ha richiesto anni di dibattito - e di mancate applicazioni! - prima di essere definitivamente chiarito dal giudice delle leggi. Di queste novità e di tutte le altre intervenute dall'ultima edizione il volume dà conto con la consueta puntualità, proponendosi come prezioso strumento di conoscenza per i professionisti, per migliorare la qualità del lavoro di tutti gli addetti.

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