La disciplina sanzionatoria dell'attivita' giornalistica.

Dalla responsabilita' penale del direttore alla responsabilita' da reato dell'ente.

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Codice Prodotto
000315550
 
Anno di edizione
2012
Pagine
X - 218
ISBN
9788814175848
Area di interesse
Professione
Materia
Penale
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Il volume affronta la tematica della disciplina sanzionatoria dell'attività giornalistica focalizzando l'attenzione sulla responsabilità del direttore del giornale ex art. 57 c.p. per omesso controllo. In particolare, si procede ad una rilettura delle problematiche inerenti all'attività giornalistica verificando la compatibilità dell'art. 57 c.p. con il principio di personalità della responsabilità penale e, alla luce delle diverse questioni problematiche che ne derivano sul piano applicativo, ci si interroga sulla opportunità di abbandonare il ricorso a tale disciplina. Poiché l'esigenza di un controllo su quanto destinato alla pubblicazione sembra essere comunque necessario, l'Autrice prospetta l'utilizzo di un sistema sanzionatorio alternativo che possa soddisfare tale esigenza garantendo, però, al tempo stesso - a differenza dei distorti risultati applicativi cui si perviene tramite l'applicazione dell'art. 57 c.p. - il rispetto dei princìpi fondamentali del diritto penale, scongiurando la configurabilità di una responsabilità di posizione del direttore, e rispettando al contempo la libertà di manifestazione del pensiero, tutelata dall'art. 21 Cost., di cui la libertà di stampa rappresenta uno dei profili maggiormente significativi e delicati. In una prospettiva de iure condendo, sul presupposto che non è possibile ignorare che l'attività giornalistica si inserisce anche in un contesto imprenditoriale, si propone il ricorso alla disciplina del d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231, che ha introdotto in Italia la responsabilità amministrativa da reato degli enti: il sistema di controllo diretto ad evitare che con il mezzo della pubblicazione vengano commessi reati e che sino ad oggi il legislatore ha considerato irrinunciabile, risulterebbe "traslato" all'interno della struttura dell'impresa editoriale, la quale dovrà dotarsi di una organizzazione concreta che possa consentirle di evitare la commissione dei reati-presupposto costituiti dagli illeciti penali posti in essere dai giornalisti. Calibrando con attenzione la tipologia di sanzioni applicabili, e la loro severità, potrebbero in tal modo superarsi molti dei profili critici sin qui conosciuti, cha hanno condotto a recenti e note sentenze di condanna nei confronti di direttori di quotidiani.
Direttore Collana: Alberto Crespi

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