Transactionis causa.

Studi sulla transazione civile dal tardo diritto comune ai codici. Parte prima - La dottrina dei secoli XV e XVI.

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Lo studio qui proposto intende prendere le distanze dai molteplici significati della forma verbale astratta (transigere) e liberare cosi¿ una definizione dell¿istituto transattivo che possa godere di una crescente autonomia quale figura contrattuale dotata di una dignità giuridica propria. Il lavoro, complessivamente diviso in una parte prima (secc. XV-XVI) e seconda (secc. XVII-XIX, di imminente pubblicazione), è stato quindi dedicato alle identità e differenze terminologiche necessarie per convalidare l¿esistenza di una realtà storica legata alla ¿transactio¿, diversa ed indipendente dal primitivo arco polisemico su cui si erano arenati i primi legisti bolognesi. Già nel Quattrocento, infatti, si colgono i primi sintomi di aggiornamento degli strumenti ermeneutici, ma è solo nel XVI secolo, nella variegata esposizione dei maestri del cultismo transalpino, che l¿approccio storico-filologico appare in grado di superare le impostazioni tradizionali. La riflessione cinquecentesca trasferisce il piano del dibattito da quello processuale a quello sostanziale. Supera le questioni legate alle possibili modalità di conclusione dell¿accordo compositivo e si concentra sulla causa del vincolo obbligatorio, affinchè esso tenga per sempre. Nella letteratura umanistica, in altre parole, la transactio tende ad assumere la veste che le sarà poi propria nella sistematica codicistica che qui affonda, come meglio vedremo nella parte seconda, le proprie origini storiche.

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