La tolleranza e i limiti del liberalismo.

Traduzione di Roberta Sala. Presentazione di Letizia Gianformaggio e Francesco Margiotta Broglio.

Disponibile
Codice Prodotto
000388295
 
Autore
Anno di edizione
2002
Pagine
XIX - 208
ISBN
9788814097133
Area di interesse
Materia
Filosofia e teoria generale del diritto
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Questo libro pone tre domande: "Che cos'è la tolleranza?", "Come si giustifica la tolleranza?" e "Quali sono i suoi giusti limiti?", considerandole inoltre come le questioni centrali della tradizione liberale. Nella storia del pensiero politico il liberalismo è stato identificato soprattutto con i valori della libertà individuale e della tolleranza; sebbene la tolleranza non sia proprietà esclusiva dei liberali, essa acquista uno statuto speciale e privilegiato nella tradizione liberale. L'autrice analizza con cura due testi fondamentali della tradizione liberale in tema di tolleranza: la Lettera sulla tolleranza di John Locke ed il Saggio sulla libertà di John Stuart Mill, al fine di individuare e ricostruire le giustificazioni della tolleranza da riconoscersi come tipicamente liberali - che sono: lo scetticismo etico, la neutralità dello stato e l'autonomia della persona. A conclusione di questo percorso viene rilevata l'insufficienza delle suddette giustificazioni. All'analisi delle teorie filosofiche liberali, segue una ricostruzione delle dottrine politiche sulla tolleranza, tendente ad individuare i risultati cui i liberali aspirano. Le teorie politiche liberali prese in considerazione sono quelle di John Rawls, Bruce Ackerman e Ronald Dworkin, che adottano il principio politico della neutralità dello stato nei confronti delle diverse concezioni della vita buona. E anche questa volta, al termine dell'analisi, viene riconosciuta l'inadeguatezza del principio stesso. Ne consegue che, al massimo, la tolleranza liberale può garantire le scelte individuali, non certo le identità personali. Questa conclusione porta al dibattito attuale sulla tolleranza. Il liberalismo secondo l'autrice esagera di molto l'ampiezza della sfera al cui interno gli individui operano scelte genuine. Gli studi più recenti contrappongono al liberalismo il comunitarismo mentre l'autrice vi contrappone il socialismo. Ma quanto prossimi siano i due contesti è mostrato dal passo di David Miller da lei riportato in cui il socialismo viene caratterizzato come una concezione delle relazioni tra individuo e società ovvero quella in cui l'identità viene definita in termini di appartenenza.
Autore: Mendus Susan

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