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Percorsi giurisprudenziali. 2010. Aggiornato alla riforma del codice della strada (L. 29 luglio 2010, n.120).

Disponibile
Codice Prodotto
000460109
 
Anno di edizione
2010
Pagine
XVI - 278
ISBN
9788814158667
Area di interesse
Professione
Materia
Professione e deontologia
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Il settore della circolazione stradale è caratterizzato da un elevatissimo grado di "normativizzazione", sempre più accentuato, e che ha assecondato una produzione alluvionale di orientamenti sovente caratterizzati da approccio casistico. Il fenomeno interpretativo appare, peraltro, simbioticamente collegato al parallelo fenomeno normativo, caratterizzato anch'esso, soprattutto nel diritto penale della circolazione stradale, da una produzione alluvionale di norme, declinate sovente in termini di legislazione "simbolica", o meglio, di legislazione penale "compulsiva", cha ha come principale o esclusivo catalizzatore la "pregnanza emotiva" ed il valore simbolico-espressivo della pena, utilizzata per fomentare consenso sociale, e non già per esprimerlo. L'iperattività normativa del legislatore - scandita dalle ricorrenti modifiche legislative degli ultimi anni, suggellata, in maniera paradigmatica, dalla recente riforma del codice della strada del 2010, e sempre più caratterizzata da interventi alluvionali, non sempre dotati di sufficiente razionalità e coerenza sistematica e politico-criminale- ha evidenziato, (anche) nel settore della circolazione stradale, una sorta di revival penalistico. È in tale quadro normativo ed interpretativo che si colloca il presente lavoro: la morfologia e la finalità chiaramente divulgative del contributo si propongono deliberatamente di ripercorrere ed esaminare, in particolare, gli orientamenti interpretativi maggiormente significativi, evidenziando le "costanti" e le "variabili" ermeneutiche. Tuttavia, l'esigenza di mera razionalizzazione, maggiormente avvertita in una materia connotata da produzione alluvionale di norme e di interpretazioni, nonché da un paradigmatico metodo casistico, non può prescindere da una più pregnante esigenza sistematica; e tale esigenza ha rappresentato il faro che ha illuminato l'elaborazione del presente lavoro, che, lungi da una mera rassegna giurisprudenziale, si propone di inquadrare i problemi e gli orientamenti interpretativi nell'ambito delle classiche categorie del reato (tipicità, dolo, colpa, omissione, nesso di causalità), ricercando o proponendo soluzioni non effimere, anche alla luce dei principi costituzionali, comunitari e "convenzionali" (in tal senso alludendo alla Convenzione europea dei diritti dell'Uomo) eventualmente rilevanti, e del "dialogo", sempre più intenso, tra le Corti apicali, e tra la prassi e la dottrina. Rappresenta dunque il tentativo, almeno nei propositi, di combinare la topica casistica degli ordinamenti di common law - connotata dalle frequenti citazioni giurisprudenziali, richiamate secondo il modello dell'Harvard style- con l'elaborazione continentale che connota il classico "pensare per problemi".

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