Il passo inventivo.

Disponibile
Codice Prodotto
000514410
 
Anno di edizione
2012
Pagine
VI - 122
ISBN
9788814180330
Professione
Materia
Industriale
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Negli ultimi decenni lo studio dell'attività inventiva nella letteratura brevettuale nazionale ed internazionale si è spesso caratterizzato per l'emersione di commenti radicali in ordine ad alcune criticità che riguardano l'interpretazione e la valutazione del requisito. Più precisamente, le osservazioni si sono dirette a contestare, in modo talora incisivo, un generale abbassamento della soglia di accesso alla protezione e una diversità dei livelli di valutazione. Prendendo spunto da questo dato critico, il tema del passo inventivo viene studiato, e forse rimeditato, avendo in considerazione non gli effetti o i sintomi di un asserito malessere del sistema brevettuale, ma analizzando diversi punti di osservazione concorrenti. Un primo problema è posto dalla presenza di particolari condizioni nelle quali il requisito viene valutato. L'analisi dell'attività inventiva, infatti, viene condotta sostanzialmente in due soli ambiti: il primo di natura amministrativa di fronte agli esaminatori nelle varie fasi che precedono il rilascio del brevetto (ovvero susseguenti di opposizione) e, un secondo eventuale, giudiziario.Ulteriore caratteristica è anche quella che tendenzialmente questi momenti valutativi, in caso di esito positivo, non comportano mai un apprezzamento definitivo del requisito, se non ai fini strettamente amministrativi. Da ciò conseguono alcuni risultati, ovvero che il giudizio sull'attività inventiva, pur rappresentando un metodo d'analisi, non prescinde mai da una sostanziale fase che si potrebbe definire di "modellamento congiunto" con gli esaminatori in sede amministrativa e, diversamente, la valutazione giudiziaria è in contraddittorio e, tipicamente, tale esame è indirizzato da un concorrente del titolare (o da più concorrenti in diversi giudizi) grandemente interessato all'eliminazione del monopolio brevettuale. Entrambi i momenti d'indagine si caratterizzano per essere essenzialmente documentali e, nella fase giudiziaria, un elemento importante è sempre rappresentato dalla consulenza di un esperto, spesso non giurista. Per quanto appena detto un secondo problema riguarda la necessità di dover focalizzare maggiormente il ruolo delle consulenze tecniche svolte in giudizio dagli esperti, solitamente consulenti in proprietà intellettuale non giuristi. Un terzo problema che attraversa i precedenti e che li condiziona tutti risiede poi nell'individuare correttamente il ruolo svolto dalle rivendicazioni. L'ultimo problema affrontato è quello di comprendere e di definire i legami che intercorrono tra la ricerca tecnologica e il ritmo dell'innovazione presente nei vari settori da un lato, con il sistema brevettuale dall'altro. Infatti, un altro motivo di oggettivazione e concretizzazione del requisito (su un piano di definizione incrementale) può provenire anche dallo studio derivante dell'invenzione quale entità di traslazione giuridica di ciò che è realmente individuabile (e quindi monopolizzabile) all'interno delle comuni metodiche di progettazione e creazione utilizzate da ciascun settore scientifico e, conseguentemente, indagare che tipo di rapporto intercorre tra ricerca e tipo di innovazione tecnologica del singolo settore di riferimento con il tipo di invenzione e di rivendicazione tecnicamente possibile.

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