Il Senato e il principio della divisione dei poteri.

Disponibile
Codice Prodotto
000519110
 
Anno di edizione
2012
Pagine
X - 422
ISBN
9788814175381
Area di interesse
Professione
Materia
Storia del diritto
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Nel volume si affronta l'esegesi della fisionomia del Senato della Repubblica attraverso un'indagine filtrata in base al principio della divisione dei poteri. Dopo aver ricostruito in una prospettiva storico-dottrinaria il ruolo costituzionale delle Camere alte nel processo di sviluppo democratico delle istituzioni politiche ed aver esaminato taluni paradigmi di Camera alta adottati in alcune delle principali democrazie contemporanee, lo studio focalizza l'attenzione sul Senato italiano, dalla sua genesi all'attuale conformazione modellata sullo schema del bicameralismo perfetto. L'indagine si sofferma, quindi, sulle recenti tendenze di revisione della Costituzione dirette a modificare le competenze e la composizione del Senato, per conferirgli una connotazione prettamente territoriale, e rileva come le conseguenze della postulata trasformazione del Senato sarebbero di notevole impatto sulla complessiva architettura costituzionale. Proprio seguendo il criterio epistemologico della divisione dei poteri, è stato possibile, infatti, identificare e valutare le interferenze che le proposte di riforma suggerite produrrebbero sia sulla forma di Stato, che sulla forma di governo in Italia. L'ulteriore riflessione sul sistema elettorale ha poi completato l'analisi sul Senato attraverso uno studio incrociato diretto a verificare, in particolare, le ricadute sull'assetto di governo che il rinnovamento della seconda Camera produrrebbe sia sotto la vigenza dell'attuale legge elettorale, sia nella prospettiva di una modifica. La constatazione delle criticità emerse in punto di bilanciamento dei poteri negli ultimi orientamenti revisionistici ha condotto, infine, alla elaborazione di un diverso modello di Senato che, pur avendo una chiaro legame con la dimensione territoriale, è declinato nel rispetto degli equilibri costituzionali, tanto sul piano della struttura quanto sul piano delle funzioni, e che in questa nuova configurazione assurgerebbe esso stesso ad inedito baricentro tra divisione verticale (forma di Stato) ed orizzontale (forma di governo) dei poteri dello Stato.

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