Principio di legalita' penale e diritto costituzionale

Disponibile
Codice Prodotto
024199981
 
A cura di
Anno di edizione
2017
Pagine
X - 294
ISBN
9788814222641
Area di interesse
Professione
Materia
Costituzionale
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Lo scopo del volume è mettere a confronto alcune riflessioni di studiosi di diritto costituzionale e diritto penale sull¿attuale stato di salute del principio di legalità penale, nella convinzione che un dialogo tra le due discipline sia imprescindibile per tratteggiare il quadro di una crisi oramai cronica. Partendo dal dato di fatto della carenza di interventi di riforma organici del legislatore in ambito penale, i saggi qui raccolti si concentrano sulle principali concause di erosione del contenuto di tale principio, sia interne sia esterne all'ordinamento: i limiti di una giurisprudenza costituzionale vincolata al necessario obbligo di non sconfinare nelle scelte discrezionali spettanti al Parlamento, l'intervento in funzione supplente della magistratura, le sempre più incisive interferenze delle fonti o giurisprudenza sovranazionale. Più precisamente, un primo gruppo di contributi osserva criticamente la giurisprudenza costituzionale, che dovrebbe costituire presidio dei contenuti dell'art. 25, secondo comma, Cost., ma anche la giurisprudenza comune, presa in considerazione in quanto "cartina di tornasole" della erosione del principio, per così dire, dall'interno (D'Amico e Leo). È inoltre oggetto di preoccupata attenzione il rivelarsi di una soggettività interpretativa del giudice penale, la quale, per quanto possa mostrarsi "ben intenzionata" o indirizzata a scopi nobili, pone in crisi l'affidamento in una legalità non dipendente da scelte dello stesso potere giudiziario (Pulitanò). Un secondo gruppo di contributi esamina ulteriori fattori di crisi del principio di legalità penale di origine per così dire sovranazionale. Un primo saggio è dedicato al tema della matière pénale, alla luce dell'influenza dei cd. criteri Engel, elaborati dalla Corte europea dei diritti dell'uomo proprio allo scopo di definire quella natura al di là di di criteri puramente formali e, persino, di ogni "autoqualificazione" legislativa (Zanon). Seguono alcuni contributi dedicati a due emblematiche decisioni di Corti sovranazionali, che hanno introdotto nel nostro ordinamento, e nei circuiti interpretativi giurisprudenziali, elementi di rottura rispetto alle basi teoriche interne del principio di legalità penale: i ben noti casi Taricco (Amalfitano, Sotis, Pellizzone, Bissaro, Catalano) e Contrada (Valentino). Come si osserva nelle conclusioni (Paliero), il rischio che si prefigura dinanzi all'attuale condizione di patologia del sistema è la perdita delle specificità del contenuto dell¿art. 25, secondo comma, Cost., dovuta al concorrere, assieme ai fattori di crisi interni, delle spinte di matrice sovranazionale verso una vera e propria "trasformazione" del principio di legalità, la cui prima vittima sarebbe la riserva di legge, sacrificata a favore dell'apertura di inediti spazi per scelte del potere giudiziario divenute, per l'allentarsi del vincolo legislativo, pericolosamente discrezionali, con gravi ed immediate ripercussioni in termini di eguaglianza e protezione da arbitri del giudice. A questo proposito, particolare spazio viene assegnato al caso Taricco, esaminato nei suoi sviluppi sino all¿ordinanza di rinvio pregiudiziale della Corte costituzionale n. 24 del 2017, in quanto ritenuto emblematico di questo fenomeno, richiedendo in sostanza la Corte di Giustizia ai giudici nazionali di "disapplicare" leggi interne in bonam partem sulla base di requisiti intrinsecamente indeterminati. L'ambizione del volume è proprio quella di valutare se e come porre un argine a tale deriva, sottolineando in modo fermo l'importanza dell'autonomia tra sistema convenzionale e costituzionale di tutela in materia penale e i possibili pericoli delle fughe in avanti della Corte di Giustizia dell'Unione europea.

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