Regioni

Dalla storia alla governance europea

Disponibile
Codice Prodotto
024202260
 
Anno di edizione
2018
Pagine
XVI - 432
ISBN
9788814229299
Area di interesse
Professione
Materia
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Le Regioni, che nascevano all'inizio degli anni settanta, erano state pensate con il principale scopo di decentrare, attraverso l'istituto della delega, l'esercizio del potere statale, essendo enti creati con ampia discrezionalità amministrativa. Ma furono dotate anche e soprattutto di potestà legislativa, esclusiva e concorrente fino al 2001, residuale e concorrente dopo la riforma costituzionale. L'idea fu quella di creare centri di spesa che avessero maggior attenzione ai territori e coniugassero la loro programmazione con quella degli enti locali, con la garanzia di un'efficienza responsabile. Ci si accorse presto che così non fu e che il moltiplicarsi dei centri di spesa ha comportato, negli anni, un significativo peso sul disavanzo complessivo e sul debito pubblico. Allora è lecito chiedersi, oggi, se non fosse stato più saggio e prudente istituire le Regioni sul profilo dei Dipartimenti francesi, con ampi poteri amministrativi, ma non legislativi. Questo dubbio è il sottofondo di una melodia che accompagna il libro e che fa riflettere, avendo constatato che la maggior parte delle Regioni ha, purtroppo, un bilancio in disavanzo, nonostante la legge non lo consenta. In questo lavoro, in primo luogo si delinea un profilo storico delle Regioni, individuando successivamente, tra i vari aspetti anche positivi, alcune criticità dell'esperienza regionale, per ripensare, infine, a modelli di "regionalismo differenziato". Questo percorso, essenzialmente giuridico, è orientato verso il doveroso risanamento della finanza pubblica e verso l'equilibrio costante dei conti pubblici, nel rispetto del contesto europeo nel quale abbiamo un ruolo non marginale.

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