La mancata approvazione della deliberazione assembleare

Deliberazione "negativa", deliberazione apparente e deliberazione negata.

Disponibile
Codice Prodotto
024207673
 
Anno di edizione
2020
Pagine
XVI - 240
ISBN
9788828815822
Area di interesse
Professione
Materia
Successioni e donazioni
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Il potere di vincolare altri alla propria decisione caratterizza il piano organizzativo sul quale giacciono le posizioni degli azionisti. Come dimostra l'art. 2373 c.c. (che subordina l'impugnabilità alla prova di resistenza e l¿annullamento alla dimostrazione di un danno solo potenziale), la vincolatività della deliberazione non dipende dalla sua conformità all'interesse sociale. L'art. 2373 c.c. non è dunque disposizione per la quale sia dato al giudice di valutare la convenienza della decisione assembleare. Si tratta di comprendere in che modo tali enunciati si pongano nel caso di socio mosso da interesse negativo, che con il proprio voto contrario (o con la propria astensione o assenza) impedisca l¿assunzione di una deliberazione. Sembrerebbe in effetti di buon senso ritenere che, dinanzi ad un socio individualmente interessato ad opporsi ad una deliberazione, la scelta sia rimessa ai soci scevri da conflitti. Ed allora altrettanto di buon senso dovrebbe ritenersi una disciplina che consenta infine di affermare come adottata una deliberazione solo all¿apparenza respinta. A servizio di questo obiettivo è posta da alcuni la c.d. deliberazione negativa, dalla cui impugnazione si fa dipendere la possibilità di sentire infine pronunciata l¿adozione della deliberazione invece apparentemente respinta. Pur negando la configurabilità e la necessità dell¿impugnazione della deliberazione negativa, allo stesso risultato altri pervengono ammettendo un¿azione rivolta all¿accertamento della diversa maggioranza formatasi sulla base dei soli voti validi (ottenuti in particolare sterilizzando il peso organizzativo dei voti abusivi o esercitati in conflitto di interesse). All¿esito di una riflessione sulla natura del procedimento assembleare e del suo approdo deliberativo, tenuto conto delle incisive novità apportate dalla riforma alla disciplina del conflitto di interessi del socio e poste debite distinzioni fra i diversi collegi e fenomeni deliberativi presenti in ben distanti settori dell¿ordinamento, il volume si propone di far emergere i limiti degli attuali orientamenti, e dunque le storture sistematiche che produce la considerazione della mancata deliberazione alla stregua di una deliberazione negativa, e l¿ingerenza inammissibile (perché impedita dall¿art. 2373 c.c. e, più in generale, dalla condizione di libertà che deve riconoscersi all¿azionista in sede di esercizio del voto) che si produce allorquando, alla luce del determinante voto abusivo o in conflitto, si ritenga di poter apprezzare come più vantaggiosa per la società l¿adozione della deliberazione respinta, piuttosto che la mancata deliberazione.

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