Il rapporto di lavoro pubblico

Disponibile
Codice Prodotto
024210041
 
Autore
Anno di edizione
2021
Pagine
XXIII - 1178
ISBN
9788828822653
Professione
Materia
Lavoro: previdenza e sindacale, Amministrativo
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Che cos’è il rapporto di lavoro pubblico, oggi? Fino a qualche anno fa sarebbe stato facile rispondere a questo interrogativo: ponendo l’accento sull’aggettivo pubblico, lo si considerava un istituto del diritto amministrativo, da questo regolato nelle forme del pubblico impiego. Con la riforma del pubblico impiego, l’accento si è spostato, invece, sul termine "lavoro" e lo si è ricondotto alla sfera privatistica, inserendolo nell’ambito del diritto del lavoro. Senonché, è facile verificare come sopravvivano in materia, non solo ampi settori ancora soggetti alla disciplina pubblicistica, ma anche una pluralità di istituti che si applicano, in virtù della natura "pubblica" del datore di lavoro, soltanto in questo specifico settore. Ne deriva una materia che, lungi dal confondersi con il diritto amministrativo o con il diritto del lavoro, rappresenta qualcosa di più e di diverso rispetto ad essi, una materia che si pone – a parere di chi scrive – lungo una linea di confine tra le due discipline e che, pur distinguendosi da esse, le presuppone entrambe, essendo la sua comprensione impossibile senza una loro preventiva conoscenza. A questa oggettiva difficoltà, insita nella materia, se ne aggiunge, se possibile, un’altra, rappresentata dall’estrema prolificità legislativa in materia: non c’è infatti legge di stabilità o decreto "mille-proroghe" che non contenga anche delle modifiche del D.Lgs. n. 165/2001: il che, se ha l’indubbio merito di aggiornare continuamente il Testo unico alla realtà, non consente, tuttavia, alle norme di attecchire, costringendo spesso gli operatori del diritto ad inseguire l’ultima versione della norma o l’ultimo intervento legislativo. A fronte di tali difficoltà, il volume si pone come strumento per orientarsi in una materia in continua evoluzione, senza tuttavia trascurare gli orientamenti dottrinali e giurisprudenziali consolidati, al fine di comprendere non solo le modifiche attuate, ma anche la ratio ad esse sottesa. Il tutto in continuo raffronto con i correlativi istituti privatistici, per avere contezza della sensibile differenza di disciplina fra i due diversi settori.

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