Il Peacekeeping: fine di un (falso) mito

Disponibile
Codice Prodotto
024212377
 
Anno di edizione
2021
Pagine
XVII - 350
ISBN
9788828830269
Professione
Materia
Internazionale pubblico e privato
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Cosa rappresentano oggi le Nazioni Uniti? Svolgono ancora un ruolo determinante nel preservare e garantire la pace? Dal teorizzato "impero dell'ONU" di Boutros Ghali e Kofi Annan all'attuale configurazione di organizzazione acquiescente, eunuca e paravento di Organizzazioni regionali e di Stati, il percorso seguito in questi 76 anni di vita è stato segnato dal graduale ma inesorabile passaggio da un'anaba'si ad una cataba'si, che ha portato al naufragio della cornice istituzionale-giuridica a garanzia della pace ed alla deriva verso una forma di nichilismo giuridico. L'elemento caratterizzante è stato, piuttosto, la primazia della simulazione umanitaria con il ricorso allo strumento militare e con la lesione del del valore cogente del diritto internazionale generale, ormai depauperato della sua funzione normativa e della sua effettività nel vietare inderogabilmente, ex se, ricorsi unilaterali all'uso della forza, con la sua funzione aspecifica ed asservente di legittimazione, ex post, dell'intervento effettuato. Si è assistito, così, ad uno stravolgimento del diritto internazionale tradizionale, passato da una libertà riconosciuta agli Stati Nazionali nella gestione degli affari interni, ad uno nuovo improntato sull'ideologia dei diritti umani e del militarismo umanitario. Ha, quindi, ancora senso parlare di peacekeeeping nella sua originaria accezione? Probabilmente no, alla luce dello snaturamento cui è stato soggetto nella sua evoluzione dottrinale e consuetudinaria e dell'allargamento dei suoi compiti e delle sue funzioni con mandati ampi e oltremodo ambiziosi, a fronti dei quali l'ONU non ha saputo fornire capacità e risposte adeguate. Piuttosto un instrumentum accattivante e veicolo per le "aperture" nel diritto internazionale generale e nello ius ad bellum, con cui la sua fermezza morale ed i suoi principi fondanti sono stati gradualmente ed inesorabilmente erosi. In realtà e più semplicemente, un falso mito apotropaico che, nel corso degli ultimi decenni, ha mostrato debolezza, deficienze, criticità e amoralità, inficiandone, nelle basi, la sua ragion d'essere. Senza dimenticare i tanti fallimenti sul campo. E nonostante la morte di tanti caschi blu nell'adempimento del dovere. Bosnia, Somalia, Ruanda sono ancora lì a ricordarlo. 

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