Collegio sindacale e impresa in crisi

Disponibile
Codice Prodotto
024212997
 
Anno di edizione
2021
Pagine
VIII - 280
ISBN
9788828831914
Materia
Societa'
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Il lavoro monografico esamina la posizione del collegio sindacale rispetto alla crisi dell’impresa. Nel primo capitolo, di carattere storico, sono illustrate le linee di evoluzione dell’organo di controllo, prendendo le mosse dalle teorie sulle origini dei sindaci; il capitolo accompagna dunque il lettore dalla prima definizione legislativa dei sindaci, riportata nel codice di commercio del 1882, all’emanazione del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (d.lgs. 12 gennaio 2019, n. 14). Il secondo capitolo esamina, invece, il tema delle competenze del collegio sindacale nelle società per azioni che, pur non trovandosi tecnicamente in una condizione di insolvenza, presentino profili di squilibrio e difficoltà; in tale parte della monografia ci si domanda se tra le pieghe del codice civile possa ravvisarsi un obbligo, in capo al collegio sindacale, di evitare che le difficoltà dell’impresa degenerino nell’insolvenza. All’interno del terzo capitolo l’attenzione si focalizza sul ruolo dei sindaci nelle s.p.a. che abbiano domandato al Tribunale l’apertura del concordato preventivo; in particolare, ci si confronta con le questioni operative poste dall’innesto di un organo esterno di vigilanza – il commissario giudiziale – in un tipo societario caratterizzato dalla presenza di un organo interno di controllo; il capitolo si conclude con alcuni cenni ai punti di intersezione tra la disciplina dei sindaci e le regole che presiedono al funzionamento degli accordi di ristrutturazione, del piano attestato e della convenzione di moratoria. L’ultimo capitolo analizza il profilo della prevenzione dell’insolvenza nella prospettiva comparatistica: in una prima sezione sono passati in rassegna sia sistemi debtors oriented (Germania e Spagna), attenti cioè a preservare l’autonomia della società debitrice nella gestione dell’insolvenza, sia sistemi creditors oriented (Portogallo e Slovenia), nell’ambito dei quali il ceto creditorio può sollecitare la società ad avviare trattative dirette alla rimodulazione dei debiti; la seconda sezione è dedicata allo studio del modello francese di prevenzione che, per le sue spiccate peculiarità, non è riconducibile alle legislazioni debtors o creditors oriented; nella terza sezione si analizzano, infine, le procedure d’allerta, disciplinate in Italia dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, cercando di evidenziare assonanze e dissonanze rispetto alla legislazione d’Oltralpe dalla quale esse sono tratte.

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