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Il principio di non contestazione è prezioso strumento di economia processuale e in quanto tale - in un contesto normativo e interpretativo sempre più attento a ridurre la durata del processo - è venuto assumendo una nuova centralità. In questo quadro di sfondo si inserisce la modifica dell'art. 115 c.p.c., operata dalla l. n. 69/2009. La domanda che la modifica normativa pone all'interprete è quanto dell'impianto teorico delineato dalla sentenza n. 761/2002 delle Sezioni Unite possa dirsi ancora attuale e quanto debba invece ritenersi superato. Si propone nel presente lavoro una lettura della non contestazione in chiave eminentemente probatoria, secondo cui il principio in discorso mira a scopi di economia processuale mediante il risparmio di attività istruttoria. Il presente volume si divide in tre parti. La prima è dedicata alla non contestazione come principio di portata generalissima. La seconda è dedicata alle norme applicabili specificamente nel rito-lavoro. La terza parte si occupa delle varie previsioni in cui riveste decisivo rilievo il comportamento non contestativo delle parti, tra cui quella, recentemente entrata in vigore, relativa all'accertamento tecnico preventivo obbligatorio del requisito sanitario in materia previdenziale e assistenziale.

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