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Seppur contenuti nella loro portata operativa rispetto ai principi della legge delega n. 103 del 2017, i decreti legislativi n. 121, 123 e 124, del 2 ottobre 2018, rappresentano il primo tentativo di operare una riforma organica del diritto penitenziario ad oltre quarant'anni dalla sua entrata in vigore. Declinati secondo una sistematica che ripropone i Tavoli in cui si articolavano gli Stati Generali dell'esecuzione penale, istituiti dal Ministro della Giustizia Orlando nel 2015 (esecuzione penale minorile; assistenza sanitaria penitenziaria, semplificazione dei procedimenti; vita penitenziaria e lavoro penitenziario), essi contengono una parte soltanto di quella epocale esperienza, seguita dalla generosa opera di decodificazione compiuta dalla Commissione Giostra. Nondimeno, anche nella sua attuale pur ridotta consistenza, l'intervento legislativo testimonia la rilevanza della fase dell'esecuzione nel nostro sistema penale quale "frontiera avanzata" sul versante della tutela dei diritti fondamentali e terreno di sintesi - anche sul piano applicativo - tra esigenze preventive, di tutela sociale e finalizzazione rieducativa della pena.

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