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La rilevanza delle sopravvenienze, all'interno del rapporto obbligatorio, che rendono impossibile la prestazione del debitore esonerandolo da qualsivoglia responsabilità, racchiuse nel brocardo ad impossibilia nemo tenetur, viene recepita nel nostro ordinamento giuridico con riferimento al concetto di 'causa non imputabile', nel quale un ruolo di primo piano è attribuito alle clausole della buona fede e della diligenza del buon padre di famiglia. Attraverso un'analisi approfondita degli elementi strutturali della sopravvenuta impossibilità della prestazione, intesa quale causa di estinzione dell'obbligazione, il volume si propone di offrire un quadro completo delle differenti e autorevoli posizioni assunte dalla dottrina sul tema insieme a spunti di riflessione originali. I caratteri della non imputabilità, non prevedibilità, non originarietà, attualità, assolutezza e oggettività sono analizzati sia sotto il profilo teorico, sia attraverso un'ampia casistica giurisprudenziale di legittimità e di merito, in cui, senza trascurare gli aspetti di matrice comparatistica, si è cercato di accertare, in maniera sperimentale, i vari metodi applicativi dell'istituto.

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