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L'accordo traslativo è, spesso, utilizzato per soddisfare interessi che assumono rilievo in occasione della separazione personale e del divorzio. Lo scopo della ricerca è di verificarne la compatibilità con principi e regole del diritto di famiglia e dei contratti. L'operazione di trasferimento è particolarmente delicata quando un coniuge assuma l'obbligazione di trasferire nel ricorso introduttivo della separazione o del divorzio, ovvero in un atto precedente, rinviando il trasferimento ad un momento successivo. Emerge in tal caso il problema della derogabilità del principio consensualistico. Gli studi dottrinali sul tema e alcuni spunti offerti dalla più recente legislazione e giurisprudenza hanno mostrato come la sequenza prevista dall'art. 1376 c.c. non abbia affatto carattere inderogabile, ma sia solo uno degli schemi per la produzione dell'effetto traslativo. Certo è che nella regolazione degli effetti della separazione e del divorzio s'intrecciano, di frequente, aspetti del nuovo diritto dei contratti con le peculiari dinamiche dei rapporti coniugali.

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