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L'opera ripercorre, tra realtà e fantasia, il lungo cammino della legislazione borbonica, mettendone in luce gli aspetti curiosi, e a volte paradossali, mediante l'uso della tecnica del romanzo storico, in cui i personaggi inventati si muovono assieme a quelli veri, rigorosamente rappresentati su base documentale.Il protagonista, Nicola Amatucci, è un oscuro artigiano che opera nel piccolo villaggio di Bagnara, nella Calabria ulteriore, nel Regno delle Due Sicilie. La sua vita viene improvvisamente sconvolta - siamo alla vigilia della costituzione della Repubblica napoletana del 1799 - da una norma assurda che impone ai barbieri di pagare una tassa per ogni barba rasata. Il barbiere Amatucci è un uomo del popolo che, al primo impatto personale con un ordinamento giuridico arretrato e vessatorio, prende coscienza della necessità di abbatterlo. Parteciperà, quindi, alla lotta contro la tirannide per l'affermazione dei principi di libertà e di giustizia, sacrificando la vita.Una serie di figure immaginarie si accompagna, nella narrazione, al protagonista: il padre, vecchio pescatore del pescespada nel mare di Sicilia; la madre, apprezzata prefica; la donna amata; un avvocato profeta; un funzionario furbacchione e disonesto; i monaci del santuario di Polsi; comparse di una vera e propria commedia della vita, nella quale le norme scritte nei codici, e il diritto vissuto nell'esperienza quotidiana, fanno da sfondo amaro e spesso ironico, allo scorrere inesorabile della Storia.

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