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Negli ordinamenti occidentali emerge l¿esigenza di un graduale e progressivo processo di ridefinizione o ripensamento delle «frontiere del pluralismo» in materia matrimoniale, che vada ad incidere sulle modalità di recezione delle istanze di libertà religiosa negli ordinamenti secolari (con peculiare riguardo allo scioglimento del matrimonio in forma religiosamente caratterizzata) e sui relativi limiti. Vanno in primo luogo considerate non soddisfacenti le risposte ordinamentali in negativo, intese quale negazione di protezione statale delle esigenze religiose, alla luce delle tendenze sviluppatesi nello spazio comunitario. Diversi sono gli approcci adottati sia nei sistemi europei sia in quelli extraeuropei, che utilizzano varie tecniche di accomodamento, spesso indirizzate a muoversi oltre la cornice del diritto internazionale privato, sia pure rimanendo entro i confini del diritto secolare, alla luce di una accorta valutazione delle ragioni «esterne» ed «interne» di offrire forme di ingresso alla libertà religiosa matrimoniale «in uscita» nell¿ambito del quadro normativo statale. Vanno pertanto sondate le vie percorribili dal diritto ecclesiastico, in un atteggiamento di prudente apertura verso esperienze variamente orientate. Si riscontra, a tal proposito, l'esigenza di un ripensamento dei meccanismi che tutelano la libertà religiosa in materia matrimoniale non solo quale «entry freedom», ma pure quale «exit freedom», ricercando nuove forme di convergenza fra diritti confessionali e secolari.

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