Il titolo dell'opera rispecchia fedelmente il contenuto della trattazione, che è suddivisa in due parti legate dal nesso fra 'regola' ed 'eccezione', contenenti: l'una il divieto dei patti successori (art. 458 c. c.); l'altra l'istituto introdotto nel 2006 con gli artt. 768 bis - octies c. c. A questa è dedicata un'indagine ricostruttiva diretta a sciogliere in sequenza i numerosi nodi che avvolgono il patto di famiglia in un involucro legislativo di non esemplare fattura: a partire dalla struttura negoziale, individuata nella categoria del contratto plurilaterale, al corollario della 'successione anticipata' di un 'patrimonio separato', avente per oggetto l'azienda del pater familias che, per finzione giuridica, è come se fosse morto nel momento in cui, da vivo, assegna i suoi beni. Ed è anzi in questa finzione che l'A. sospetta annidarsi la ragione dello scarso successo finora arriso al patto di famiglia.

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