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Il volume affronta criticamente, sotto il profilo epistemologico e giuridico, il tema della misurazione e del monitoraggio della smartness nel contesto urbano, propedeutici allo sviluppo di politiche data-driven presuntivamente neutre dal punto di vista politico, ed il tema del nuovo civismo nella più recente evoluzione del paradigma smart city. Tale evoluzione ridefinisce quest'ultimo nella locuzione "huma smart city" enfatizzando la centratura sul fattore umano e sociale della citta' identificata, altresì come comunita' (smart city&community). In particolare si approfondiscono, analizzandone caratteristiche, dinamiche e limiti, gli aspetti del presunto "civic empowerment", abilitato dall'applicazione delle ICT ai meccanismi della democrazia partecipativa e deliberativa, e della social innovation declinata in rapporto allo slittamento dal cd "Nuovo Walfare" verso il Welfare 2.0 sussunto e consolidato nel paradigma esteso della citta' e della comunita' intelligente. Il volume adombra i rischi di una adesione acritica alla retorica di una visione che, puntellata a tutti i livelli della catena gius-politica della prescrittivita' (normativa e programmatica), tende ad essere sempre piu' autoreferenziale, prefigurando la possibile violazione di alcuni fondamentali diritti negli scenari inquietanti della citta' iper-tecnologizzata del prossimo futuro ed analizzandone le implicazioni sul concetto di partecipazione dei cittadini alla vita politica.

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