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Il volume si occupa della relazione tra persona, diritto alla salute e dimensione istituzionale dell¿amministrazione pubblica a fronte degli sviluppi della scienza biomedica. Si articola in tre parti. La prima (capitolo I e II) è dedicata all¿esame dei principi, costituzionali ed europei, che attribuiscono all¿amministrazione pubblica un ruolo essenziale (anche rispetto al legislatore, al giudice e ai gruppi sociali organizzati) per consentire alla persona una libera assunzione delle proprie decisioni e per regolare questioni tecnico-scientifiche soggette a rapida evoluzione. Il diritto alla salute diventa così fonte di specifiche pretese all¿adeguatezza dell¿organizzazione dei servizi e degli apparati della regolazione, pretese che ne sono componenti sempre più imprescindibili. Nella seconda parte (capitoli III e IV) sono analizzate le funzioni che l¿amministrazione si trova ad avere in vista della soddisfazione dei bisogni di salute in tal modo declinati. L¿ultima parte (capitoli V, VI, VII) delinea le trasformazioni (in parte in corso e in parte da attuare perché costituzionalmente doverose) che interessano l¿amministrazione sanitaria, e mette in luce i principi e le regole da seguire, sul piano del procedimento e dell¿organizzazione, per assicurare diritto alla salute, autodeterminazione, solidarietà e libertà di scienza.

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