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La trasparenza amministrativa si sostanzia in una posizione di parità tra cittadini e amministrazione e nella possibilità di poter verificare e controllare il suo operato, elevando il livello di responsabilizzazione del pubblico potere in termini di correttezza e tutela dell'affidamento dei privati. Il principio di trasparenza viene, tra l¿altro, rafforzato dal continuo sviluppo del progresso tecnologico che incrementa le potenzialità della ricerca e catalogazione dei dati e delle informazioni in possesso delle amministrazioni, con un positivo ricorso a forme di verifica e controllo democratico, ma anche innescando potenziali rischi di eccessiva diffusione di informazioni. Ma il principio di trasparenza va visto alla luce dei numerosi interventi normativi che ad oggi se ne sono occupati; infatti, è evidente la valenza trasversale del principio, che tocca profili diversi del sistema amministrativo. Il principio di trasparenza si traduce oggi in un modello organizzativo complesso, che appronta misure riconducibili a forme precauzionali costituite da oneri procedurali che implicano controlli, preclusioni obbligatorie e un apparato sanzionatorio diretto principalmente a ridurre le occasioni di cattiva amministrazione e corruzione. La trattazione, sul presupposto dell¿individuazione del principio di trasparenza nell'ordinamento con le sue molteplici declinazioni, intende delineare un quadro sistematico delle misure che costituiscono l'attuale modello ispirato alla trasparenza, individuando un primo gruppo di strumenti preventivi (pianificazione, vigilanza, codici di comportamento) diretti a ridurre le occasioni di corruzione e cattiva amministrazione, un altro gruppo di strumenti (pubblicità, accesso civico), diretti a consentire visibilità, conoscibilità e rendicontabilità; un altro gruppo di strumenti, che sono fondati sull¿efficacia deterrente delle sanzioni amministrative e delle forme di responsabilità, dotano il sistema di meccanismi repressivi per punire omissioni e inadempienze. Alla luce di tanto impegno del nostro legislatore è inevitabile domandarsi, in conclusione, se a tanta complessità legislativa corrisponda già un riscontro effettivo, se si possa rilevare una diminuzione dei fenomeni di cattiva amministrazione, se i rimedi amministrativi di deterrenza hanno contribuito a rendere le amministrazioni trasparenti e più efficienti, e se l'utilizzo delle forme di accesso alle informazioni e ai documenti delle amministrazioni abbia determinato una maggiore partecipazione dei cittadini alla vita delle istituzioni e un soddisfacente grado di conoscenze sul loro operato. Insomma, se l'attuale modello organizzativo della trasparenza costituisca un rimedio significativo ai mali dell'amministrazione italiana.

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