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Le riforme in tema di filiazione, unione civile e convivenze hanno profondamente modificato il volto del nostro sistema delle successioni, un tempo interamente dominato dal rapporto di discendenza e poi, progressivamente apertosi verso la figura del coniuge. Quest'ultimo, beneficiario dapprima del solo usufrutto sui beni del defunto, è divenuto figura preponderante e privilegiata tra i successori legittimi e tra i legittimari, posizione da ultimo scalfita in ragione della innovativa e completa equiparazione al medesimo della parte dell'unione civile, ora titolare dei medesimi diritti spettanti al coniuge, ivi compresi gli speciali legati riguardanti l'abitazione familiare, i mobili e gli arredi. Di contro, tutte le recenti riforme, pur muovendo nel senso di eliminazione di ogni differenza esistente, a livello successorio, tra figli, matrimoniali e non, non sono intervenute, se non marginalmente, nel campo della convivenza, i cui membri possono esser tutelati, a tal fine, soltanto con il ricorso a strumenti negoziali, inter vivos o mortis causa. Il volume, oltre ad occuparsi degli aspetti soggettivi ed oggettivi del nuovo sistema delle successioni e con ampi richiami alla giurisprudenza, anche comunitaria, più recente, dedica ampio spazio ai mezzi di tutela della posizione dei legittimari, categoria, ora implementata di nuovi soggetti, attraversata da profonde tensioni, in ragione di divieti e limitazioni di cui si avverte sempre più l'anacronismo, a fronte di una sempre maggior attenzione dedicata all'autonomia individuale nel regolare la propria successione.

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