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La disciplina dell'autotrasporto di merci per conto terzi è tradizionalmente caratterizzata da una profonda connessione tra la normativa pubblicistica, essenzialmente destinata a regolamentare l'accesso alla professione e le modalità di esercizio dell'attività, e quella privatistica attinente al contratto. Il volume, premessa una panoramica sull'evoluzione del quadro istituzionale di governo del settore, volta ad evidenziare i caratteri essenziali che l'hanno contraddistinto (dalla «correzione in via amministrativa» del mercato alla «liberalizzazione regolata» dell'attività), analizza il contenuto della disciplina speciale del contratto di trasporto di cose su strada mediante autoveicoli, quale risulta dalla riforma attuata con il decreto legislativo n. 286/2005 e dai successivi provvedimenti correttivi e integrativi. Con riferimento alla vexata quaestio del corrispettivo dei servizi di trasporto, sempre in bilico tra opportunità di eterodeterminazione e spinte liberalizzatrici, un particolare approfondimento è dedicato al regime dei "costi minimi di esercizio" introdotto dall'art. 83-bis del d.l. n. 112/2008 e successivamente abrogato con la legge di stabilità del 2015, ed alle vicende relative alla compatibilità dello stesso con la disciplina antitrust, oggetto di significative decisioni della Corte di Giustizia U.e. Il percorso ricostruttivo, attraverso l'esame dei principali istituti introdotti ad in-tegrazione della disciplina codicistica (requisiti di forma del contratto, responsabilità "condivisa", disciplina del sub-trasporto, responsabilità solidale del committente, solo per citarne alcuni), approda a risultati che confermano il perdurante interesse pubblico alla limitazione dell'autonomia negoziale delle parti in funzione di una duplice tipologia di esigenze: da una parte si evidenzia, infatti, la necessità di introdurre strumenti di compensazione e di bilanciamento, in favore dell'imprenditore debole, dello squilibrio contrattuale caratteristico nei rapporti tra committente e vettore e, soprattutto, tra vettore e sub-vettore (riconducibili alla categoria del c.d. "terzo contratto") e, dall'altra, l'esigenza di garantire, anche mediante l'eterodeterminazione di importanti elementi contrattuali, sempre maggiori livelli di sicurezza stradale e sociale.

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