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Gli ammortizzatori sociali svolgono un ruolo importante nel quadro complessivo dell'ampia riforma comunemente denominata Jobs Act. Il disegno di flexecurity al quale si ispirano la l. n. 183/2014 e i suoi decreti attuativi è inequivoco: coniugare l'allentamento dei vincoli - o, se si vuole, delle tutele - inerenti al rapporto di lavoro con la razionalizzazione e il rafforzamento, a bilanciamento, degli strumenti di politica sociale a sostegno dei lavoratori in stato o a rischio di disoccupazione. L¿opera è primariamente dedicata all'analisi dettagliata dell¿assetto che, all'esito di detto articolato intervento riformatore, hanno effettivamente assunto - non sempre in piena conformità agli intenti dichiarati - le discipline della cassa integrazione guadagni, del "parallelo" sistema delle integrazioni salariali gestito dai fondi di solidarietà, dei trattamenti di disoccupazione. Ma l'analisi si estende anche - e non poteva essere diversamente - all'esame degli strumenti di politica attiva del lavoro, considerati nelle loro interrelazioni con le suddette forme di tutela dei redditi e con i meccanismi della cosiddetta condizionalità; agli interventi legislativi successivi ai decreti attuativi della legge n. 183, compresa la legge di bilancio per il 2018; alle prassi applicative, quali risultanti da una pletora di decreti ministeriali e di circolari, ai quali resta affidato, in via di fatto, l'assetto "reale" della complessa, delicatissima materia.

Collaboratori: Benedetta Angiello , Carlo Alberto Nicolini , Piergiorgio Parisella , Luisa Surdi

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