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La monografia affronta il tema della responsabilità penale per i danni alla salute cagionati dall'esposizione a sostanze tossiche, con particolare riferimento ai criteri di imputazione degli eventi lesivi sul piano della causalità, della colpa e del dolo. Viene dettagliatamente ricostruita la casistica giurisprudenziale dagli anni '90 ad oggi, con riferimento sia ai numerosi procedimenti per reati contro la persona in materia di danni da amianto, sia ai maxi-processi incentrati anche (o solo) sui reati contro l'incolumità pubblica (Porto Marghera, Eternit, Ilva, Tirreno Power). L'indagine sulle prassi giurisprudenziali è accompagnata dalla critica agli orientamenti che, nel corso degli anni, hanno sottoposto le categorie dell'illecito penale a distorsioni indebitamente estensive dell'area della responsabilità. Al contempo vengono prospettate, anche con l'ausilio delle riflessioni maturate nell'esperienza statunitense dei 'toxic torts' e dei 'crimtorts', soluzioni volte a conservare un circoscritto margine di operatività per il diritto penale d'evento nel settore de qua. In quest'ultima prospettiva, particolare attenzione viene dedicata al corretto governo delle evidenze offerte dall'epidemiologia, nonché alla valorizzazione della categoria concettuale del rischio consentito in chiave delimitativa della responsabilità per la causazione di eventi lesivi prevedibili o previsti.

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