Commercio elettronico e tutela del consumatore.

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Descrizione

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Saggi di: L. Bressan, F. Buffa, R. D'Arrigo, D. Diurisi, S. Fadda, A. Lisi, F. Maurano, G. Rognetta, G. Scorza, F. Tommasi. La diffusione di Internet, condizione necessaria per lo sviluppo del commercio elettronico, incontra ancora forti ostacoli, come la scarsa familiarità con le tecnologie informatiche o la diffidenza verso le stesse. La possibilità di clonare lo strumento di pagamento maggiormente utilizzato, la carta di credito, e la circolazione dei dati personali che vengono acquisiti in Rete sono ulteriori difficoltà che mantengono bassa la fiducia generale (specialmente la fiducia dei consumatori) nei confronti del commercio elettronico. Lo sviluppo dell'utilizzo della moneta elettronica presuppone prima di tutto che siano adottate efficaci misure di tutela per elevare il grado di fiducia nel pubblico nell'utilizzo di strumenti di pagamento non tradizionali. In questo senso, la possibilità di contraffazioni e di malfunzionamenti tecnici si pongono quali rischi tipici, in grado di avere un notevole impatto negativo sulla credibilità dell'intero commercio elettronico. Una prima regolamentazione dell'attività di emissione e di gestione di moneta elettronica è nella direttiva 200/46/CE, che disciplina l'avvio, l'esercizio e la vigilanza prudenziale dell'attività degli istituti di moneta elettronica. I consumatori, in effetti, sono consapevoli delle scarse possibilità di tutela loro riservate in questo ambito. L'unica soluzione, attualmente, pare essere la responsabilizzazione del provider, che verifichi la legittimità e l'affidabilità dei soggetti commerciali ai quali permette la connessione. Dal punto di vista commerciale, la diffusione di portali potrà fornire una garanzia estremamente rilevante per il consumatore. Pur di preservare il buon nome del proprio marchio, il gestore di un portale sarà spinto a verificare la correttezza di tutti gli operatori ad esso associati ed eventualmente a rimborsare l'acquirente che abbia subito danni. Il modo per accordare la propria fiducia ad un'entità con la quale non si ha che un rapporto puramente virtuale è costituito dai brand e dai portali. Il brand permette all'acquirente titubante, che non può prendere visione diretta della merce, di riporre abbastanza serenamente la propria fiducia in prodotti di marchi molto noti. Un portale è esso stesso un brand: può essere un marchio già presente nel mondo "reale". Il portale indirizza e fornisce indicazioni spesso utili, che permettono di navigare in aree, delle quali non si è esperti, senza "perdersi" nel mare di informazioni non sempre affidabili o interessanti, e in qualche modo appone il suo marchio su tutti i siti contenuti.
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