Il diritto è fatto per gli uomini, onde offrire regole certe - possibilmente opportune, auspicabilmente giuste - per regolare i loro reciproci rapporti. Il diritto è fatto per i soggetti che in esso e con esso operano. Laddove l'esistenza del soggetto sia incerta - ut ignoretur ubi sit an sit dicevano i romani - l'esigenza di certezza si trasforma in necessità giuridica. Il capo I del titolo IV del libro primo del codice civile è finalizzato a "neutralizzare" tale situazione di incertezza, rendendo certe le conseguenze che ne conseguono. Gli istituti della scomparsa e della dichiarazione di assenza, affondano le proprie radici in tempi lontani, e permeano di sé tutti i settori dell'ordinamento, coinvolgendo la condizione del soggetto che vi opera. Il volume, attraverso una ricognizione storica delle esigenze che la non presenza del soggetto in ogni tempo suscita, e delle diverse soluzioni a tal fine approntate, affronta la incidenza di tale mancanza dal processo penale - con il suo faticoso e non del tutto ottimale approdo al processo in absentia di cui alla riforma del 2014 - a quello civile, anche sotto il profilo delle criticità, comuni ad entrambi, che il sistema delle notificazioni evidenzia. Ampio spazio viene dedicato ai rapporti sostanziali tutti che nel soggetto, e solo nel soggetto, non possono che avere il proprio titolare, e la cui definizione rappresenta la finalità dichiarata degli artt. 48 ss. cod. civ.. Dal diritto di famiglia, al diritto successorio, dalle obbligazioni e contratti alla tutela dei diritti ed al regime tributario, non vi è settore dell'ordinamento che non sia interessato dalle vicende del soggetto.

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