Il diritto liquido.

Decisioni giuridiche tra regole e discrezionalita'.

Disponibilità: Disponibile

Anno di edizione
2012
Pagine
XVIII - 262
Codice Prodotto
000438511
ISBN
9788814173011
Tomi
uno
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Descrizione

Descrizione

Una delle ipotesi più affascinanti della sociologia contemporanea è che la modernità che stiamo vivendo si sia fatta liquida; in effetti ciò che andiamo sperimentando in Occidente è una società centrata sull'individuo e sulle sue responsabilità. L'Autore individua una linea di continuità che conduce dalla proto-modernità sino ad oggi, e cioè il passaggio dall'agire prescrittivo all'agire elettivo; e all'interno di tale secondo paradigma il diffondersi di margini sempre più ampi di discrezionalità e di autonomia nel sistema normativo, cui corrisponderà, forse, l'affermarsi un diritto dichiaratamente liquido. Come, dunque, si presenta il diritto nella modernità liquida? E' possibile ipotizzare un diritto fluido o liquido anch'esso? Il saggio si snoda attraverso il vaglio della ipotesi che il sistema giuridico, dopo aver supportato la modernizzazione nella società, abbia iniziato a divenire oggetto del medesimo processo che aveva contribuito ad avviare e che ciò abbia dato luogo a quelle conseguenze secondarie che hanno affievolito, eroso e reso liquido il nucleo prescrittivo del quadro normativo. Il diritto liquido si presenta - in via tendenziale - agli occhi e dei giuristi e dei cittadini come un corpus di proposizioni a carattere provvisorio. Ciascuna proposizione può essere sostituita da un'altra e ciò è ritenuto normale, secondo la pratica dell'istituzionalizzazione del cambiamento, già delineata dal grande sociologo italo-argentino Gino Germani; il mutamento diviene permanente nel quadro delle norme (sulla produzione giuridica) che regolano la incessante sostituzione delle proposizioni giuridiche. Il cambiamento, che ovviamente è sempre esistito nel diritto, avviene nel sistema giuridico della modernità estrema con un ritmo ed una dinamica interna che lo rende percepibile ai più, compresi i destinatari delle norme stesse, e quindi ne erode gran parte della autorità in senso tradizionale, quella che riposa sulla forma di legge e sulla corrispondenza del diritto ad un ordine trascendente. Il diritto liquido quindi non può più indicare uno ed un solo corso d'azione che deve essere seguito ma, in termini molto più problematici, stimola, proprio perché divenuto meno rigido e prescrittivo, la responsabilità individuale davanti alle scelte della vita. Tuttavia, il diffondersi di un diritto caratterizzato da ampie forme di discrezionalità nelle decisioni giuridiche induce al sorgere di giustificate preoccupazioni, in particolare nel settore pubblico, ove l'ampliarsi dei margini discrezionali nell'azione burocratica può condurre a conseguenze, non solo non previste ma soprattutto non gradite; i cittadini comuni, infatti, possono trovarsi esposti alla pressione di penetranti poteri disciplinari (amministrativi e non solo) difficilmente controllabili che - lungi dall'aumentare la sfera di azione e decisione autonoma individuale - ne comprimono le libertà. In questo mutato contesto, irto di paradossi ed antinomie, diviene centrale il fenomeno della partecipazione ed in particolare la possibilità che i destinatari delle decisioni, mediante strumenti di democrazia deliberativa, concorrano alla legittimazione delle decisioni discrezionali ed alla assunzione delle scelte pubbliche.
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