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L'istituto del giudizio abbreviato ha subito radicali modifiche a seguito dell'entrata in vigore della l. 103/2017 (legge Orlando): ha innovato il quarto comma dell'art. 438 c.p.p., dettando una specifica disciplina per il caso in cui il difensore depositi il risultato della sua attività di investigazione parallela e, immediatamente dopo, richieda di essere ammesso al giudizio abbreviato ordinario; ha introdotto un nuovo comma 5-bis nell'art. 438 c.p.p., prevedendo che con la richiesta di abbreviato condizionato possa essere contestualmente avanzata, in subordine, un'istanza di definizione ai sensi degli artt. 444 e ss. c.p.p.; ha aggiunto allo stesso art. 438 c.p.p. un comma 6-bis, a mente del quale con la richiesta di giudizio abbreviato si determina la sanatoria delle nullità (purché non siano assolute) e la non rilevabilità delle inutilizzabilità (salve quelle derivanti dalla violazione di un divieto probatorio) ed in ogni caso è preclusa ogni questione sulla competenza per territorio del giudice; ha previsto che, per le contravvenzioni, in caso di condanna la riduzione della pena sarà della metà e non più di un terzo. Al di là delle recenti novità, l'opera fornisce un quadro completo dell'istituto, mettendone in luce sia la disciplina che i prevalenti indirizzi giurisprudenziali e dottrinali, dalla fase dell'instaurazione del rito, alla decisione e all'appello, nonché nell'ipotesi del procedimento a carico degli enti.

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