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La scelta di dedicare una trattazione specificamente centrata sull'accettazione e sulla rinuncia all'eredità nasce dall'esperienza pratica dell'autore, per molti anni addetto all'ufficio successioni di un grande tribunale, esperienza tale da evidenziare come buona parte dei problemi applicativi concernenti la successione per causa di morte si collochino proprio nella fase, sovente foriera di virulenti contrasti tra gli interessati all'eredità, che va dall'apertura della successione al consolidamento della posizione del chiamato attraverso l'accettazione, con il conseguente acquisto della qualità di erede, ovvero con la rinuncia. In tale prospettiva, fissata la nozione di apertura della successione, l'opera si sofferma sui poteri spettanti al chiamato prima ancora di avere accettato,nonché sui procedimenti di sigillazione e di inventario, per poi esaminare i caratteri dell'accettazione pura e semplice, nelle sue diverse forme, e di quella beneficiata. Segue l'analisi della rinuncia all'eredità e della giacenza di essa fintanto che non ne sopravvenga l'accettazione.

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