La dimensione solidaristica dello sviluppo sostenibile.

Dal quadro sovranazionale alle decisioni della Corte costituzionale.

Disponibilità: Non disponibile

Anno di edizione
2012
Pagine
X - 186
Codice Prodotto
000288202
ISBN
9788814176166
Tomi
uno
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18,00 €
Descrizione

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All'interrogativo con cui ci si chiede se le odierne esigenze di tutela ambientale e di crescita economica possano essere conciliate piacerebbe dare una risposta affermativa. Unanime è la percezione dell'ambiente quale valore costituzionalmente protetto, non concordi sono invece le posizioni circa l'esistenza di un vero e proprio diritto all'ambiente a cui dovrebbero corrispondere obblighi nei confronti delle generazioni future. In ogni caso, grazie all'interpretazione estensiva dell'art. 2 della nostra Costituzione, si può leggere una relazione tra protezione dell'ecosistema e doveri di solidarietà, tale per cui il patrimonio naturale affidatoci non dovrebbe essere esaurito o distrutto in danno di chi verrà dopo di noi. A rafforzare questa tesi depone il concetto di sviluppo sostenibile che dalle dichiarazioni internazionali e comunitarie di soft law è parzialmente entrato nella legislazione nazionale e nelle decisioni della Corte costituzionale. Dall'esame delle fonti e della prassi emerge però un quadro tutt'altro che positivo; frammentazione dei livelli decisionali, pluralità di norme di difficile interpretazione, lentezza e inerzia dei decisori politici, mancanza d'informazioni, difficoltà di ordine economico - finanziario dei mercati a livello globale, interessi confliggenti, sullo sfondo del complesso sistema di riparto di competenze tra Stato e Regioni di cui al titolo V della Costituzione, hanno rappresentato un grave ostacolo al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità compromettendo anche la biodiversità. Qualche segnale positivo emerge dalla legislazione in materia di energia proveniente da fonti rinnovabili e dalla disciplina del Green Pubblic Procurement (GPP). Per questa ragione, sulla scia di un recente lavoro pubblicato in questa Collana, si è approfondita la questione relativa all'approvvigionamento ecocompatibile della Pubblica Amministrazione (c.d. appalti verdi), soggetto che più di ogni altro, anche per la natura istituzionale che riveste, dovrebbe informare la propria azione dai risvolti impattanti sulla biosfera ai canoni della sostenibilità. Come affermato nell'ambito della green economy, il superamento delle difficoltà connesse alla conciliazione di crescita e ambiente dipende soprattutto dalla diffusione e dalla corretta applicazione di leggi di settore in grado d'integrare esigenze di conservazione della natura e di miglioramento delle condizioni di vita dell'uomo. In questo contesto, sullo spunto delle conclusioni del Congresso mondiale Giustizia, governance e diritto per la sostenibilità ambientale, ove è stato riconosciuto il contributo della funzione giurisdizionale in relazione alla solidarietà, si è inteso esaminare l'opera della Corte costituzionale italiana quale garante del ricambio generazionale. Poiché nessuno dubita che la Consulta sino ad oggi si sia dimostrata "molto sensibile e rigorosa nelle sue scelte, quanto si è trattato di temi ambientali", si è considerata la giurisprudenza del Giudice delle leggi per cogliere i riferimenti in essa compiuti agli interessi delle generazioni future e allo sviluppo sostenibile. Nell'assenza di un esplicito aggancio costituzionale, l'attività della Consulta si pone, infatti, come risorsa e come "prezioso punto di riferimento e guida" per il legislatore il cui difficile compito è quello di disciplinare nell'interesse collettivo una materia di vitale importanza, strettamente dipendente da fattori variabili quali l'evoluzione della scienza e la ponderazione di esigenze spesso confliggenti.
Autori

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Autore: Angelo Maestroni

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