La tradizione giuridica dell'India.

Dharma, diritto e interpretazione. Traduzione di Domenico Francavilla. Presentazione di Luigi Lombardi Vallauri.

Disponibilità: Disponibile

Autore
Anno di edizione
2003
Pagine
XXVII - 412
Codice Prodotto
000276810
ISBN
9788814098628
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31,00 €
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Descrizione

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Il testo è considerato un'opera fondamentale nel campo degli studi sul diritto dell'India e praticamente tutti gli autori successivi vi fanno riferimento, anche solo per muovervi le proprie critiche al fine di una maggiore comprensione dell'oggetto dei loro studi.L'intento dell'opera è quello di chiarire la concezione che gli indù avevano delle relazioni giuridiche prima di essere influenzati dalle nozioni occidentali. La difficoltà nel comprendere il sistema giuridico dell'India è rappresentata dalla mancanza di vere e proprie fonti scritte. Né la legge, né le decisioni giudiziarie contribuiscono alla sua formazione. Gli indù si sono rifatti a un concetto più generale: il dovere. Basandosi su concezioni religiose peculiari del mondo indù, essi hanno insegnato agli uomini le regole di condotta che devono seguire in ragione della propria posizione nella società; tra queste si trovano le regole del diritto.La prima parte dell'opera è dedicata al dharma, alle sue fonti e a una rapida analisi della letteratura cui ha dato luogo. Si tratta di una parte puramente descrittiva, destinata soprattutto a evidenziare l'ampiezza di questa letteratura e l'importanza del posto che occupa nel pensiero indiano. I dharmasutra sono serviti da punto di partenza per esporre i grandi temi sociologici che inquadrano e ordinano la materia del dharma.Nella seconda parte, più sistematica della prima, si è cercato di capire in che modo nascesse il diritto positivo, vale a dire con quali mezzi e in quale misura la regola del dharma, che ha di per sé autorità, potesse ricevere dalla società la forza cogente che ne fa una regola di vita. Ciò ha portato a confrontare la regola del dharma da una parte con le regole consuetudinarie e, dall'altra, con le ingiunzioni del re, vale a dire con i due poteri coercitivi di una società senza legislazione. Il sistema tradizionale dell'India, modificato sotto la dominazione musulmana e più direttamente colpito sotto l'amministrazione inglese, ha fatto posto al giorno d'oggi a un sistema d'ispirazione occidentale. Ma prima di scomparire dall'India, esso, non senza subire un'alterazione che dall'altra parte non ne ha toccato i principi essenziali, si è propagato assieme al buddismo nei paesi induizzati dell'Indocina e, curiosamente, ha finito quasi col congiungersi al sistema occidentale. L'attuale sistema giuridico indiano si caratterizza per la continua ricerca di equilibri tra le sue diverse componenti, tradizionali e moderne, indigene e recepite, e in questo processo il risultato finale non può non riflettere gli elementi di partenza.
Autori

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Autore: Robert Lingat

Direttore Collana: Cosimo Marco Mazzoni, Vincenzo Varano

Indice

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